Yoga e terapia: lo yoga è una terapia? Certo, e per almeno 4 buone ragioni.

1- Porta alla riscoerta della dimensione olistica dell’essere umano.

Si fa sempre più strada l’idea della yoga-terapia, ovvero dello yoga come supporto per un miglior stato salute psicofisica.

Certamente, la scienza su questo non si esprime ancora in maniera univoca, tuttavia, cresce sempre di più l’attenzione del mondo scientifico nei confronti delle discipline cosiddette olistiche. Ciò significa, tutte quelle discipline che concepiscono l’uomo nella sua interezza, nella sua dimensione materiale e spirituale.

Inoltre, molti medici occidentali si avvicinano all’Ayurveda, la medicina indiana, considerata una scienza-sorella dello yoga. D’altro canto, molti medici indiani prescrivono pratiche yogiche a supporto delle terapie da loro consigliate. Pertanto, il binomio yoga-ayurveda è abbastanza difficile da sciogliere.

2- Fa parte di un sistema integrato di pensiero.

Infatti, lo yoga è anche e soprattutto, un sistema di pensiero, in particolare, uno dei sei darshana dell’induismo classico. Esso si basa sul il Samkhya, la cosmogonia indù.

Si tratta di un sistema piuttosto complesso, che (per farla breve, semplificando parecchio) spiega come l’universo abbia avuto origine dalla coesistenza di due principi antitetici: il purusa, o puro spirito, e la prakriti, o pura materia. Il coesistere di tali elementi “primari” ha dato origine a tutti gli altri. Lo yoga e l’ayurveda vogliono ripercorrere la strada in senso inverso, ossia ritornare dal mondo materiale all’origine, attraverso la disciplina etica, fisica e spirituale.

L’intero impianto degli yoga sutra spiega come raggiungere questo obiettivo, liberarsi dai residui karmici e arrivare alla liberazione.

Il fine ultimo dello yoga, infatti, è allenare il corpo per arrivare, attraverso la meditazione, alla liberazione, all’emancipazione spirituale, potremmo dire.

3. Inquadra il concetto di terapia in un concetto più ampio di evoluzione spirituale.

Ne consegue che, nella visione yogica, la “salute” è qualcosa di molto più esteso che l’assenza di malattie: è bensì uno stato in cui la cura del corpo va di pari passo con quella dell’anima e dello spirito.

Il motivo per cui lo yoga funziona, pertanto, sta solo nella ripetizione di qualche esercizio o di qualche formula, ma nel fatto che lo yoga è, prima di tutto, un sistema di evoluzione spirituale.

Quando si inizia a praticare, si inizia anche a prendere le distanze dalla realtà contingente, perciò si evita di identificarsi con essa.

Pertanto, i problemi, i dissapori, le divergenze si guardano in un’altra luce. Si impara a essere più indulgenti, con gli altri e anche con se stessi. Si prende coscienza di una dimensione diversa, in cui le differenze sbiadiscono e i problemi della vita quotidiana si affrontano con un altro spirito.

4- Smarca la spiritualità dalla religione.

Lo yoga offre un modo diverso di vivere la spiritualità, che spesso nella mentalità occidentale viene assimilata alla religione. Lo yoga, e soprattutto il samkhya, presentano una “religione senza dio”, come può essere definita, ma non priva di dimensione spirituale.

Ne discende che non è necessario credere in Dio per ottenere la liberazione o la crescita spirituale. Basta essere cosciente che la dimensione materiale non è l’unica, ma che esiste una larga parte di realtà che non si vede e non si percepisce coi sensi. Questo è l’unico requisito.

Quando uno abbraccia questo modo di vedere, questo cambia completamente il suo approccio alla vita. Questa è, a parer mio, la vera rivoluzione dello yoga. Affrontare la vita con un approccio diverso può fare una differenza enorme in come si reagisce alle difficoltà e perciò incidere notevolmente sul livello di stress percepito.

In conclusione:

Lo yoga non è una panacea per curare tutti i mali. Esso però fornisce gli strumenti per affrontare meglio qualsiasi situazione e, pertanto, la vita. Per questo lo yoga è realmente, come disse il maestro Krishnamacharya, “il dono più grande” che l’India abbia fatto al mondo.