La meditazione trascendentale è un argomento sempre più popolare, ultimamente. Ma che cos’è, esattamente, la meditazione trascendentale e in cosa di differenzia da altre pratiche meditative e come si pratica?

A queste e altre domande cercherò di rispondere in questo articol

loto
loto

Che cos’è la meditazione trascendentale

Si tratta di una tecnica molto popolare di meditazione, molto diffusa su internet e ultimamente sempre più popolare. Ultimamente sono comparse anche pagine in italiano, con pratiche guidate e indicazioni tradotte in italiano.

Origini e nascita della meditazione trascendentale

La meditazione trascendentale nasce in India. Il fondatore è un mistico e filosofo indiano, Maharishi Mahesh Yogi, noto per essere il guru dei Beatles. Viene introdotta in occidente nel 1958 e, dal 1979, nelle scuole in diversi paesi del mondo: Stati Uniti, America Latina, Sud Africa, Israele, solo per citarne alcuni.





meditazione trascendentale

Oggi conta molti testimonial tra i V.I.P. e le star di Hollywood, che ne decantano la validità e l’unicità del metodo.

Tra questi, David Lynch, che si è fatto attivo promotore e ha creato una fondazione per diffondere la meditazione trascendentale ovunque nel mondo.

Come si pratica la meditazione trascendentale

Il metodo è piuttosto semplice: consiste nella ripetizione, due volte al giorno, per alcuni minuti al giorno, di un mantra specifico.

Questo porta la mente a uno stato superiore di elevazione, chiamato, appunto, trascendenza. Tale stato rilassa profondamente il corpo e rinfresca la mente del praticante, con enormi benefici per la sua salute.

La particolarità del metodo è che la tecnica viene insegnata solo da insegnanti certificati dall’associazione e la sua efficacia sarebbe particolarmente elevata proprio grazie a questo sistema di insegnamento personalizzato e ritagliato sulle esigenze del singolo praticante.

disciplina e pratica aiutano a vivere bene
meditazione

Benefici della meditazione trascendentale

I benefici della meditazione trascendentale sono noti, in quanto la stessa è stata fin dagli anni ’70 oggetto di numerosi studi scientifici (564 nel 2012), a loro volta verificati e pubblicati nelle più importanti riviste scientifiche, come Science e Scientific American.

Essi vanno dalla riduzione dello stress e dello stato di tensione dei praticanti, a effetti diretti sul sonno. Inoltre, viene riconosciuta l’esistenza di un quarto stato di coscienza, o “stato di veglia ipometabolico, quello meditativo, appunto, intermedio tra i tre già noti di veglia, sonno, sogno.

Un video esplicativo in italiano è disponibile qui:

Come si pratica?

La meditazione trascendentale si pratica sotto la guida di un maestro, reperibile tramite ricerca sul sito ufficiale; la lezione è individuale. Bastano poche lezioni e lo studente sarà in grado di gestire la propria pratica autonomamente.

In questo sta una prima differenza con le lezioni di yoga e meditazione classiche, che oramai, almeno da noi, sono sempre di gruppo.

In cosa si differenzia da altre tecniche meditative?

Vediamo ora le caratteristiche peculiari di questa tecnica meditativa e in cosa si differenzia da altre tradizioni:

  • Le lezioni sono sempre individuali. La pratica, infatti, viene modulata sul singolo studente, sulle sue esigenze e i suoi bisogni.
  • Non ha implicazioni religiose o filosofiche: ergo, tutti possono praticarla, anche perché è estremamente semplice.
  • Non richiede sforzo, né cambiamenti dello stile di vita.
  • Puoi essere scettico. Funzionerò ugualmente.

I costi prevedono l’iscrizione all’associazione, che è a vita ed è onerosa solo per il primo anno. Gli insegnanti fanno delle lezioni iniziali di presentazione e poi lasciano i contatti per chi vuole iscriversi. Per approfondire, segnalo una lettura interessante sull’argomento:

Meditazione trascendentale, di Jack Forem
Medtazione Trascendentale di Jack Forem

Qui, invece,una presentazione in italiano:

Meglio yoga o meditazione trascendentale?

Una domanda che mi fanno spesso. Premesso che, per quanto mi riguarda, ogni attività che porti a diffondere la cultura della consapevolezza è positiva e porta beneficio. Lavorare su se stessi è l’unico modo per trovare la pace interiore.

Detto ciò, ci sono, a mio avviso, alcune piccole “bugie”:

  • La semplicità: è vero che la meditazione con i mantra è una delle forme di meditazione più semplici e più efficaci, perché utilizza l’effetto “ipnotico” del mantra per amplificare i benefici della pratica e raggiungere più velocemente la concentrazione. Non sono convinta che sia così semplice per chi non ha mai praticato discipline olistiche riuscire a entrare in questa dimensione. Ma è qui che entra in gioco l’insegnamento personalizzato.
  • La neutralità rispetto a filosofia o religione: in realtà si tratta di una pratica diffusa in diverse tradizioni filosofiche e spirituali, dall’induismo al buddismo, semplicemente non si parla di questo.
  • Non richiede sforzo del partecipante né cambiamenti dello stile di vita; anche qui, ho i miei dubbi. Primo, perché acquisire una nuova abitudine è già un cambiamento di stile di vita. Vero, non serve seguire una dieta, ma serve comunque disciplina e determinazione per avere dei benefici. Seguire un corso di per sè non garantisce nulla

„Perché pensate alla violenza del mondo? Perché non pensate alla violenza che è in voi? Tutti noi dobbiamo fare molto esercizio. perché senza disciplina non possiamo divenire liberi, né può esistere libertà nel mondo senza disciplina.“ —  B. K. S. Iyengar

„Cerchiamo sempre il contatto col cielo, ma quanti di noi sono adeguatamente in contatto con la madre terra?“ —  B. K. S. Iyengar

In conclusione:

Il marketing è ottimo, ma, come sempre, non ci sono formule magiche. Senza impegno, determinazione e disciplina, qualsiasi corso sarà inutile.

Personalmente, preferisco una pratica integrata che parta dalle piccole abitudini quotidiane per arrivare all’evoluzione spirituale.

percorso
percorso spirituale

“La meditazione deve cominciare con il corpo. Esso è il veicolo del Sé, che, se non è controllato nei suoi desideri, ostacola la vera meditazione.”

(B. K. S. Iyengar)

Bisogna però dire che non si tratta di pratiche in competizione: se puoi, pratica entrambe e scegli ciò che funziona meglio per te.

🙂

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con i tuoi contatti!